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Le voglie del venerdí. Friday Moodboard!

18 Gen

C’é un momento, un unico momento per cui davvero vale la pena lavorare per un lavoratore.

Il momento del venerdí pomeriggio in cui il piedino balza fuori dall’ufficio. Ve l’ho già detto, ed ho pure creato la categoria “Friday Moodboard”. A me il venerdí piace come idea, come filosofia, come politica.

Una pausa dal dovere e lo spalancarsi delle porte del piacere! 😀 In qualunque forma voi lo desideriate.

 

E dunque oggi vai di lista di voglie a caso, sperando che vi ispirino un po’ per questo week end, o per qualsiasi giorno che vogliate.

Una fetta di pane toscano, un po’ abbrustolicchiaticcio, con un filo d’olio (ma il filo d’olio di chi cucina in tv, e dunque A LITRATE COME SE NON CI FOSSE UN DOMANI) e un po’ di pomodorello fresco con un pizzichino di origano.

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Rivedere i film con Jim Carrey o con Steve Carell. Chiamatemi nazionalpopolare, ma loro riescono sempre a farmi ghignare. Anche piangere a dire il vero, e forse il bello é proprio questo.

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Visitare un posto nella mia città che muoio dalla voglia di visitare da un po’. Tipo Brera, Vanilla Bakery, la mostra dei corpi imbalsamati alla Fabbrica del Vapore, quello che vi pare. Cibo per qualsiasi parte di voi! Anema o corp’

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Farmi leggere la mano da una fantomatica cartomante, una fortune teller. É una vita che lo voglio fare, ma voglio che sia una fatta e finita, non quella delle televendite, una che non mi prende in giro ma che ha studiato la scienza della veggenza. E che ovviamente mi dica solo cose belle, chevvelodicoaffare?

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Dormire come un bebè dopo il ciclo cacca-nanna-ruttino (sono una vera lady, lo so!). Just like an angel. Senza pensieri, come Timon e Pumbaa. Che io dormo, ma ultimamente ho perso un po’ il mio smalto… Per dire, non riesco piú ad addormentarmi nella vasca da bagno!

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Ascoltare una fiaba da un audiolibro e addormentarmi con la voce del menestrello cantastorie nelle orecchie. Questo sempre per cercare di diventare grandi senza invecchiare!

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Leggermi ogni riga di tutti i blog che followo, per aggiornarmi sul mondo che gira e se ne va in giro senza di me, e perdermi nella miriade di foto e di informazioni che cose tipo Bloglovin mi regalano giornalmente

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Cucinare. Sí, voglio cucinare. Qualcosa di semplice e ignorante ma buono, tipo gli spaghi acciughe e pan grattato di La Streghetta in Cucina

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Andare al cinema! Esiste qualcosa di più bello dell’idea del cinema? Parliamone ;)))

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Finire il mio libro, Guardami di Jennifer Egan, che leggo e leggo e sul kindle sono arrivata solo ora all’ 80%!!

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Perdermi nel reparto beauty di un qualsiasi posto. Non é necessario che sia Sephora o la Rinascente o Coin. Non c’é pericolo, io mi posso imbambolare per minuti e minuti anche nel reparto cerotti deodoranti e burrocacaY dell’Autogrill!

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Fare quella che si sveglia un’ora prima di andare al lavoro e fa la corsa al parchetto. Poi doccia e capelli. Sono voglie del venerdí, lasciatemi sognare :p!

Andare dal parrucchiere. E farsi addebitare mille mila euro per “la cremina” che ti propino dopo lo sciàmpoh, a tradimento!

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Parlare un po’ inglese. Così, solo perché fa figo esercitare la pronunciation

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Riguardare dalla prima all’ultima puntata di True Blood. Da sola. O meglio, con Eric. O pure Bill un po’. E Sookie, lei e la sua patata fatosa

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Rimettermi in pari con American High, il telefilm fake scritto da Luigi Toto. Favoloso. Una storyline convincente e con anche i link delle canzoni della colonna sonora. Con foto. E una sceneggiatura da vero Kevin Williamson mancato. Insomma, a ognuno il suo!

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Comprare un Labello. O un lucidalabbra. Di queste due cose, come dei complimenti esagerati, una donna non ne ha mai abbastanza

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Fare un impacco mani con la crema mani e quei guanti un po’ inquietanti che vendono per farli. Appositamente. Amareeeee

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Ascoltare Max Gazzé che mi dice “mente dormi ti proteggo, e ti sfioro con le dita”… L’11 aprile, all’Alcatraz di Milano, sarò lí in prima fila, emozionata come non mai perché è davvero troppo che non vado a un concerto

Bere un cocktail dal nome esotico ed evocativo. Tipo “Moonlight Kingdom” o “Sunset Boulevard” o “Kalikimaka”. E trovarsi a bere lo stesso analcolico di sempre. Ma sentirsi MOLTO PIÚ FIGHI xD

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Ballare. Al suon dei bassi che pompano in pancia. Non c’é nessuna sensazione pari a questa, non c’é nulla da fare! #hunzhunz

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BUON WEEK END A TUTTI!!!!!!!!!!

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Appendice a Sleep therapy #Cosedaamare. Pillow Mist – Fai da te!

7 Nov

Parlando di Pillow Mist/ Brume d’oreiller (post precedente), mi sento di consigliarvi qualcosa in merito di davvero sfizioso :D.

Se non vi va di sperimentare cose strane, vi consiglio una ricettina per lo spray da cuscino fai da te, facile facile e d’effetto.

 

Ingredienti e necessaire:

  • 1/2 bicchiere d’acqua, meglio se distillata
  • 10 gocce circa di olio essenziale di lavanda (ma potete usare anche olio di camomilla o simili, se avete una fragranza preferita!) – nota: potete poi aggiustare l’intensità della fragranza a seconda dei gusti, ovviamente!
  • 1/2 cucchiaio da minestra (quello grosso) di estratto di “witch hazel” ovvero Amamelide/Hamamelis (facoltativo)
  • Un contenitore spray
  • Un recipiente per miscelare e poi versare nello spray

Esecuzione:

Unire tutti gli ingredienti, versare nel contenitore spray e agitare benissimo e a lungo (gli oli non si amalgamano con l’acqua, si cerca di fare il possibile!)

And that’s it! Happy Pillow Mist! 

Utilizzare nella quantità che preferite sul vostro cuscino 🙂 (ricordate di shakerare ogni volta prima di spruzzare!)

 

 

 

Sleep therapy: Spray per cuscino, o (più figo) Pillow Mist. #Cosedaamare

6 Nov

Aprile, dolce dormire. Ma anche ad agosto (sotto l’ombrellone, sic!), pure a novembre.

Io amo dormire. Mi piace il letto come oggetto, il cuscino, scegliere le lenzuola, addentrarsi nella notte (paroloni!), scivolare nel dormiveglia e scollegare il cervello, andare in stand-by dal logorio della vita moderna. Mi piace il buon sonno filato, quello che ti fa riposare.

A questo proposito, vi segnalo una categoria di prodotto che non si può non amare: IL PILLOW MIST.

Che, volgarmente, sarebbe “lo spray da cuscino”.

Una fragranza che non è un profumo (troppo forte!), ma una sapiente miscela aromaterapica (e qui, come ormai avrete capito, mi avete perso completamente, sono già in trip!) che concilia il sonno, favorisce il relax e conduce verso sonni tranquilli e ristoratori in modo naturale.

 

Il bello è che, se vi affezionate, il suo profumo vi sa subito di casa.

Di solito fra gli ingredienti ha  l’aroma di miele o di fiori freschi (spesso arancia), ma è la lavanda a farla da padrona, per le sue note proprietà distensive (a proposito – per chi soffre di emicrania come la sottoscritta: annusare lavanda allevia il dolore!).

 

Ci sono moltissimo prodotti di questo genere, e se sapete che esistono si possono trovare facilmente (basta chiedere in profumeria/erbosristeria anche).

Io personalmente uso questo di L’Occitane (costa 16 euro, ma dura tantissimo e poi io, hehe, l’ho preso approfittando dei supersconti che ogni tanto fa L’Occitane ;P): ve lo superconsiglio, è buonissimo e non invasivo.

E poi ha ben 3 oli essenziali, quindi vai di aromaterapia!

Il mio personale Pillow Mist – by L’Occitane

Ma ci sono anche valide alternative.

Avon

Questo addirittura ha la melatonina!

 

The Body Shop

 

Voi ne avevate sentito parlare? Ne fate uso? Vi piace come idea? 🙂

Buona sleep-therapy a tutti! 😀

 

 

 

Quelli che sì e quelli che no

3 Nov

Mi piace un sacco quando nei film dicono:
“Vedi, caro/cara, il mondo si divide in due parti. Quelli che… E quelli che.” ADORO.

Anche se le due parti sono sempre strampalate. E allora quest’oggi faccio anche io la mia personale divisione ;).

 

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Quelli che dicono no, grazie ai dolci. Sempre.

Quelli che appena fa due gocce si arrabbiano.

Quelli che dicono no a cose che non conoscono, a priori.

Quelli che non comprano un libro perché costa troppo.

Quelli che aspettano i telefilm in chiaro senza vederli in anteprima su internet. :p

Quelli che hanno sempre una scusa pronta.

Quelli che nascono e vivono sempre nello stesso identico posto.

Quelli che non fanno nulla di inaspettato e un po’ fuori dagli schemi.

 

E poi:

ci sono quelli che sorridono quando piove, perchè stanno già aspettando l’arcobaleno.

Quelli che assaggiano qualcosa di nuovo e poi magari stanno pure male. Ma son contenti.

Quelli che continuano a sognare nonostante il terrore costante di vedere non realizzati i propri sogni.

Quelli che hanno una paura boia, ma é sana, genuina.

Quelli che non hanno paura di spingersi un po’ piú in là e sporgersi, anche se sentono le vertigini.

Quelli che hanno un desiderio nel cassetto. E uno nell’armadio. E uno nella credenza.

 

Ogni giorno posso essere da una parte o dall’altra, e va bene, ma basta che alla fine si scelga la parte giusta…. Forse.

Buon saturday night :D!!!

Il colore dell’attesa

19 Ott

Il buon Giorgio Faletti ha scritto una frase che mi piace moltissimo:

Il buio e l’attesa hanno lo stesso colore.

In questo post non parlo dell’attesa in coda alla posta quando hai 3 minuti per fare una raccomandata, l’attesa bloccato nel traffico, o l’attesa di un amico che ha 20 minuti di ritardo quando 5 minuti fa è iniziato il film al cinema, o l’attesa di un treno o di una metro o di una persona in ritardo, ovvero dell’attesa come seccatura, come qualcosa che vorremmo eliminare.

Voglio parlare dell’attesa “buona”, dell’attesa come tempo apparentemente perso ma invece ricco di potenzialità.

Non quando prendi un tram al mattino per andare a lavoro alle 8, ma quando (nei bei tempi andati dell’università oppure nei week end autunnali, o nei giorni di permesso -?-  rubati alla vita frenetica), prendi un tram pigramente per muoverti. O quando aspetti un treno in stazione e sei un po’ in anticipo, o quando arrivi in orario dal medico di base e devi aspettare. ASPETTI.

A me è sempre piaciuto aspettare, attendere… Ripeto, non quando i minuti sono contati, ma quando aspettare è un viaggio in sè.

In treno, a guardare fuori dalla finestra, in macchina da passeggero, su un pigro tram milanese che stridendo (OVVIO!) curva e in modo un po’ soporifero si fa strada per le vie di Milano (preferibilmente semivuoto, dai lasciatemi sognare).

Questo tempo mi sembra come sospeso, in potenza. In questo tempo dove non devo rendere conto a nessuno, perchè non si può fare (concretamente) nulla – e non dipende da me l’arrivo, mi rilasso. Leggo, ascolto la musica, ne approfitto per scrivere su wazzàp a qualcuno a cui voglio bene, penso (e penso assai). Penso che lo facciamo tutti. Però a me piace in modo particolare. Mi sembra un tempo rubato alle cose da fare, forse in modo anche un po’ vigliacco, ma è il tasto “pausa”.

Tutto può essere possibile, perchè l’attesa mi pare il tempo del “possibile”, dove nessuno può dire che non accadrà – perchè non si sa.

Non è un’attesa passiva, è sfruttare del tempo “regalato” per far vagare la mente, per andare in stand-by (ma sempre con la lucina rossa accesa!), per riposarsi un po’.

Si assapora questo tempo in bilico, e poi basta.

Perchè il bello dell’attesa è che, prima o poi, finisce.

Eye of the Tiger e Bolle di Sapone

17 Ott

 

 

Mi limo le unghie così affilo gli artigli, non perchè li debba per forza usare, ma per sapere che all’occorrenza ci sono.

 

Mi metto un gloss rosa perchè questo articolo su Cosmopolitan (al cartaceo sono abbonata fino al 2020 a furia di pagare i bollettini che continuano a mandarmi, ingannatori!, e io nel dubbio che magari non ho pagato, pago) spiega che mettersi un gloss è uno dei 5 modi (anche gli altri 4 sono inspirational! Leggeteli :D) per scacciare una brutta giornata.  E allora io ci credo. E gioco d’anticipo.

E poi devo trovare una scusa per usare i dodicimila gloss che, pur avendo le labbra sottili (non posso far di loro il mio punto di forza, SIC!) continuo a comprare senza ritegno. Sono la mia kryptonite ;D.

 

Mi lavo i capelli e uso il balsamo Delizia di Lush che è un vero capolavoro: non è stomachevole ma lascia un sapore vanigliato per due giorni (con anche una punta di miele, yummy). La Schiuma del Cappuccino Approves! 😀

 

Progetto di guardare Step Up 3D Revolution (adorare tutti i nuovi spin off e sequel, aspetto Step Up 5 in 4D Superior Performance :P), perchè ci sono quei giorni in cui un film un po’ ignorante è necessario. Perchè ci fa venire il buonumore e ci fa voglia di muoverci e ballare.

 

 

 

Penso che è tanto bello Rocky (tradizioni paterne) quando riceve il consiglio, sulle note di Eye of The Tiger, di non mollare mai, di ritornare alle origini e a riscoprire l’occhio della tigre, di quando è affamata (Steve Jobs antesignano!). Che meraviglia.

 

Penso che la tigre con la nuova (si fa per dire, si è vista in tutte le salse!)  felpa di Kenzo la fa da padrona nei nuovi trend (e a voi piace? Costa 250 eurini, ndr) :D.

Però è tanto bello vedere uno stilista che fa il botto e riesce a far indossare una felpa (UNA FELPA) a tutte le socialite più cool in circolazione. Ha proprio capito tutto dalla vita.

 

 

E poi penso che per prendere tutto con un po’ di leggerezza ci vogliono litri di acqua saponata per fare le bolle.

 

 

 

A domani con nuove beauty news e aggiornamenti! 😀