Il Numero 2

16 Apr

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L’obiettivo è sempre essere i primi. Si dice che si gareggia per vincere (i più agguerriti).

E il mondo si ricorda solo dei primi.

Neil Armstrong sulla luna: fama planetaria. Buzz Aldrin: chi cazzo è? Ve lo dico io. Il secondo uomo sulla luna. Il secondo (e ultimo) componente dell’equipaggio dell’Apollo 11. Anche lui ha studiato come Armstrong, ha superato tutti i difficilissimi test per diventare astronauta. Ha fatto sacrifici, sudato, pianto (immagino). Però poi, dopo la sua carriera alla NASA, è finito depresso e alcolizzato. Mi domando perchè.

Eppure/Oppure: Giorgio Armani, prima di diventare la faccia da scheletro più angelico della moda, si è iscritto a Medicina. Ha frequentato per due anni la Facoltà di Medicina alla Statale di Milano. DUE ANNI. Due anni di studio, memorizzazione, fatica, sacrifici, sudore. Alla prima autopsia sviene (o in ogni caso si impressiona) e lascia. Vi immaginate come ha potuto passare la serata Armani virgola Giorgio, studente di Medicina che non riesce a reggere il contatto con la realtà in cui per DUE ANNI si è immaginato? Non credo si possa fare medicina senza una forte motivazione (contradditemi se sbaglio), credo Giorgio ce l’avesse. Eppure dopo due anni arriva il colpo: Oddio, non ce la posso fare. Sto male, torno a casa. Il senso di sconfitta e tristezza dev’essere stato enorme. E invece quel giorno è stato quanto di meglio poteva capitare a lui e a noi, in quanto fashioniste. Penso sempre a come una sconfitta così bruciante sia stata in effetti l’evento chiave per una svolta nella sua vita. E nella nostra.

Essere secondi, arrivare dopo, eppure, magari, fare la scelta che migliore non si poteva, anche se ancora non era lampante. Anzi, tutto l’opposto.

Oppure arrivare secondi perchè non si ha avuto la forza di arrivare primi.  Chi lo sa.

In Silver Lining Playbook (“Il lato positivo” – di cui, fra parentesi, vi consiglio la lettura del libro e la visione del film, anche non in quest’ordine!) i protagonisti raggiungono un 5 su 10. Un fallimento, per gli altri. Una gioia esplosiva, per loro. Forse dipende dalle aspettative.

E poi c’è un pensierino dolce che mi sovviene: non importa che numero sei per tante persone, se nel ranking magari sei pure ultimo e non solo secondo. Per qualcuno, e ne basta una di persona, sei il numero uno. Forse non lo sai, ma lo sei. E prima o poi lo scoprirai, come Miranda e Steve. “Sei tu la mia numero 1. Lo sei sempre stata”. ADORARE! 😀

In conclusione: nella foto, quale delle due bimbe vi sta più simpatica?

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4 Risposte to “Il Numero 2”

  1. giadaunaparola 16 aprile 2013 a 10:16 #

    La numero 2 è la più simpatica ovviamente… non foss’altro che per il post che hai scritto…
    Bella riflessione sui numeri, sulle inversioni di rotta e… sull’amore… perchè a te piace metterci sempre la nota romantica! ADORARE! :-*

  2. la vezzosa fanciulla 17 aprile 2013 a 19:08 #

    Tutte e due! E concordo sul fatto che tutti noi siamo il numero uno per qualcuno, a volte bisogna solo aspettare di conoscerlo

    • La schiuma del cappuccino 17 aprile 2013 a 21:47 #

      Hai ragione, tutte e due…. Sono importanti entrambe ;). E il numero uno… C’è sempre da qualche parte!

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