Ah, la magagna!

15 Feb

Potete skippare questo post, se volete. Ve lo dico 😉

La magagna. Il problema. BAH.

Quando guardo le altre persone mi chiedo che motivo possano avere per essere scontente. Sul serio. Quando guardo Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban, mi commuovo sempre quando Lupin, sul ponte, parla ad Harry di sua mamma, e gli dice (più o meno): “Tua madre era così, sempre pronta a vedere il meglio nelle persone, soprattutto quando le persone vedevano il peggio in loro stessi”.

Forse è la solita frase ad effetto, ma mi tocca sempre, da vicino. Forse perchè spero che qualcuno pronunci questa frase per me al mio funerale.

ALLEGRIA! 😀

Scherzi a parte, la magagna ha un suo fascino, secondo me. Quando è declinata nella malinconia, per la serie “sono in un vecchio bar bohemien a Praga, con la giacca beige sulle spalle, sorseggio tè e guardo la pioggia fuori dal vetro appannato, pensando all’amore perduto”, è bella. Fa sentire un po’ come un poeta maledetto con il cuore spezzato a metà che sanguina (I keep bleeding love, come disse anche Bella ad Edward).

Ma quando la magagna è fastidiosa, inutile, allora è non-sense. Quando a provocarla sono cose minime, che a metterle nero su bianco ti girano ad elica per quanto sono oggettivamente futili.

Eppure, eppure…. sta lì e ruga, e bisogna imparare a far passare. A mettere l’impermeabilino su tutte e due le curve del cuore.

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